La Rete Nazionale

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

delle comunità dei fiumi e dei corsi d'acqua

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Per la prevenzione e la gestione consapevole del territorio

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

La messa in sicurezza ed una protezione civile partecipata

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Il rispetto dei diritti delle comunità colpite

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

martedì 5 novembre 2013

Anniversario alluvione Marina di Campo: aspettando i rimborsi.

Il giorno 7 novembre 2011 il territorio del comune di Campo nell'Elba fu colpito da un violentissimo temporale, in 3 ore scesero 285 millimetri di pioggia che provocarono diversi straripamenti di torrenti e fossi. Nelle frazioni di Cavoli, S.Piero e il capoluogo Marina di Campo ci furono quasi 300 aziende allagate, 438 veicoli danneggiati, 678 abitazioni private colpite. Crollò un ponte sulla provinciale per S.Piero, il lungomare e le spiagge di Marina di Campo e Cavoli vennero completamente stravolti nel loro aspetto fisico; a Marina di Campo ci furono 2 vittime e 4 feriti, oltre 105 nuclei familiari sfollati presso hotel o parenti.
Per i primi 3 giorni in certe zone mancò la corrente elettrica, l'acqua ristagnò nelle zone più depresse e molti abitanti furono riforniti di generi alimentari dalla Protezione Civile e dai volontari accorsi da tutta l'Elba. Una colonna di aiuti in partenza per dare il cambio a volontari elbani già partiti soccorrere la Lunigiana colpita il 25 ottobre venne dirottata su Marina di Campo.
La macchina degli aiuti immediati si mosse benissimo nelle prime due settimane, poi quando è cominciata la trafila burocratica per avere aiuti economici si ebbero le prime amare sorprese. A eccezione di un immediato aiuto della Camera di Commercio di Livorno che stanziò e distribuì circa 120.000 euro alle aziende molto tempo si è poi dovuto aspettare per avere effettivi aiuti economici. Lo stesso slittamento di 6 mesi dei pagamenti tributari venne affrontato con ambiguità, di fatto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della possibilità del rinvio delle tasse avvenne a scadenza ormai arrivata.
La palude della burocrazia in pratica si era sostituita al fango dell'alluvione.
Certificare i danni diventò un vero calvario fatto di carta di fotocopie e raccomandate a tutti gli Enti. Le automobili dei privati verranno risarcite dopo un anno e mezzo. Le aziende chiuderanno l'istruttoria il 30 novembre prossimo e forse vedranno i contributi arrivare nei primi mesi del 2014. Le famiglie stanno ancora aspettando un piccolo bonus alluvione deliberato dal Comune di Campo che ha stanziato un piccolo budget da sommarsi alle donazioni di privati pervenute alla Banca dell'Elba. Nessun Ente pubblico autorizzò sconti sulle proprie tasse palesi o nascoste a favore degli alluvionati. Arrivò subito la "tassa sui fossi" e chi acquistò un auto usata per sostituire l'auto perduta nell'alluvione dovette pagare la tassa provinciale di passaggio di proprietà, la famigerata Imu sarà applicata sugli immobili alluvionati, nessun aiuto era previsto per acquistare nuovi arredi ed elettrodomestici per le famiglie che avevano perso tutto in quel diluvio del 7 novembre. Nei primi momenti operò un altro comitato per gestire i casi delle famiglie più bisognose per il reperimento di mobili ed elettrodomestici usati o a prezzi contenuti e gestire alcune piccole somme di donazioni; poi tutto è rallentato.
I privati dichiareranno 50 milioni di danni subiti alle abitazioni, auto e aziende.
Un'attività artigianale e commerciale, un forno con annesso spaccio, rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione per oltre un anno e mezzo. Molti di quei 50 milioni di danni denunciati non sono contemplati come rimborsabili nei fondi stanziati, sono stati stanziati complessivamente circa 5 milioni di euro. Chi ha intonacato la casa con l'aiuto di amici non potrà vedersi rimborsati neppure i soldi spesi per cemento e vernici. Solo i lavori di ristrutturazione con fattura e rigorosa tracciabilità dei pagamenti sono ammessi a rimborso, questo di fatto esclude ogni lavoro svolto in economia sia di privati che di aziende. Poi si aprirà come ultimo capitolo quello dell'esibizione del Durc, il documento di regolarità contributiva, ma come può un'azienda alluvionata e in difficoltà economica rispettare tutte le date del pagamento delle tasse per due lunghissimi anni? La paura è che dei soldi stanziati potrebbero arrivarne a destinazione ancora meno, una tassa non pagata, un pagamento fatto in contanti entro i termini di legge dei mille euro, una voce in fattura contestabile tutto potrà contribuire a rendere vane le aspettative degli imprenditori colpiti dall'alluvione.
Queste problematiche le abbiamo discusse e confrontate con gli alluvionati della Lunigiana e di Albinia, sono intercorsi scambi di mail, telefonate e condivisioni sulle pagine facebook dei rispettivi comitati alluvione. Tre alluvioni ma sempre gli stessi problemi: siamo sicuri che questo sia il miglior modo di aiutare le famiglie e le imprese alluvionate? Aspettare un anno quando va bene e oltre 2 anni quando va male, è un tempo esageratamente lungo per chi deve affrontare anche la stretta creditizia delle banche a famiglie e aziende. Chi può fare credito a una coppia di pensionati di 80 anni che abbiano necessità di un prestito per risistemare la propria casa?
Il discorso sulla difficoltà di poter ottenere gli aiuti è lungo e articolato: certo bisogna scoraggiare i furbi, ma certamente il meccanismo dei rimborsi ha scoraggiato e umiliato gli onesti. Una giornalista ci ha rivolto una domanda: quale sarà l'azienda che riceverà il maggiore aiuto? Il nostro sospetto è che una delle aziende che beneficerà maggiormente degli aiuti sia Sviluppo Toscana, l'azienda incaricata dell'intricata istruttoria dei rimborsi alle aziende.
 
saluti
il Paolo Franceschetti - comitato7novembre2011
338 83 17 407

martedì 22 ottobre 2013

Ottobre 2013. Case invase dall’acqua in Toscana.

Questa mattina (martedì 22 ottobre 2013) alle ore 10.15 è stato raggiunto il PICCO di piena del fiume Ombrone. All'idrometro del Berrettino a Grosseto l'altezza idrometrica è di m. 7.42. Il livello è attualmente stazionario. Si prevede che nelle prossime ore inizierà il decremento.
L’alluvione in Toscana non solo ha completamente allagato campi e zone di coltivazione, ma anche invaso le case che compongono alcune frazioni nel Comune di Greve in Chianti. Le testimonianze, giunte direttamente dal luogo, parlano di un paesaggio completamente devastato e che ci vorranno giorni, se non mesi, per rimettere le cose al loro posto.
Intanto nelle zone colpite è stato chiesto lo stato di emergenza nazionale. Domani il caso verrà discusso dalle massime autorità governative.

domenica 29 settembre 2013

Prima della pioggia

Pubblicato su democraziakmzero (leggi articolo originale)

di WILLIAM DOMENICHINI *
Pare che i tanti dati e studi su frane e alluvioni, compiute delle autorità competenti e che ogni anno vengono aggiornati, non producano prese di coscienza nella classe politica, ad eccezione di un penoso rimpallo di responsabilità e negligenze. Così alla Spezia, a quasi un anno dal drammatico 25 ottobre, si fomentano demagogie, populismi e nuove forme di interventismo celano pressapochismo ed aculturazione.

domenica 22 settembre 2013

Alluvione ad Acireale, si cerca un disperso

Pubblicato su LiveSiciliaCatania (leggi articolo originale)

ACIREALE - Le ricerche non si fermano, ma col passare delle ore si affievolisce la speranza. I sommozzatori questa mattina hanno trovato i bermuda e il cellulare di Giuseppe Castro, 53 anni,disperso da ieri sera, quando intorno alle 19 una pioggia violenta si è abbattuta ad Acireale. Il dipendente del Tribunale di Catania è stato travolto dalle correnti del fiume Lavinaio Platani nella frazione di Santa Maria delle Grazie.

martedì 23 luglio 2013

Umbria: Regione, nuova legge su rischio frane e calamita'

Pubblicato su Asca.it (vedi articolo originale)

Perugia, 22 lug - La Giunta regionale dell'Umbria, su iniziativa dell'assessore Stefano Vinti, dara' avvio al percorso di revisione delle normative che regolano l'esecuzione di opere per la protezione dal rischio frane e calamita' pubbliche. ''In Umbria - ha detto Vinti - la necessita' di convivere con il dissesto idrogeologico attraverso azioni di difesa del patrimonio antropico si e' imposta alla fine degli anni '70, con la Legge Regionale del dicembre 1978, n. 65 ''Norme per la esecuzione di opere di consolidamento abitati. Trasferimenti abitati e pronti interventi in caso di calamita' pubbliche', che per due decenni e' stata il principale strumento legislativo di protezione dal rischio di frana. Attraverso questa legge, la Regione ha di fatto esercitato la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico, finanziando interventi di consolidamento su 42 centri abitati colpiti o minacciati da movimenti franosi, a fronte di un ''progetto generale di massima'' che doveva prevedere anche la delimitazione e la zonazione dell'area interessata, limitando in modo severo le trasformazioni urbanistiche nei territori sottoposti ad interventi di consolidamento, secondo una logica sicuramente innovativa e lungimirante. Nel corso degli anni pero' - ha sottolineato - questa norma e' stata superata dalla legislazione nazionale, sul piano della prevenzione, dove agisce il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico approvato dall'Autorita' di Bacino Fiume Tevere nel novembre 2006, e dell'emergenza, in gran parte affidata ai Piani di Protezione Civile. Nell'ultimo decennio l'orientamento ad intervenire sul dissesto idrogeologico si e' definitivamente consolidato nel Piano di Bacino che interpreta e vincola il territorio in funzione della gravita' del rischio, sostituendosi alla Legge Regionale 65 come strumento principe di prevenzione e risanamento dei fenomeni di dissesto idrogeologico. Il piano vigente individua in Umbria 185 aree esposte a rischio di frana, soggette a normativa vincolistica ai fini edificatori e che necessitano prioritariamente di interventi per la mitigazione del rischio, assorbendo circa la meta' dei centri abitati dichiarati da consolidare. Il risultato - ha concluso - e' quello per cui, nei centri gia' dichiarati da consolidare e attualmente confermati a rischio da frana dal Piano di Bacino, le due normative vincolistiche si sovrappongono generando difficolta' di applicazione''.

sabato 20 luglio 2013

Maltempo: bombe d’acqua e violente grandinate in Maremma, 100mm esatti a Roccalbegna!

Pubblicato su meteoweb.eu (vedi articolo originale)

Bombe d’acqua nel pomeriggio sulle Colline del Fiora e grandine sulle colline ai piedi del Monte Amiata, soprattutto nelle campagne di Cinigiano. Scrosci d’acqua che si sono abbattuti anche in altre zone della Maremma, con cospicuo abbassamento delle temperature, mettendo a rischio le colture e la prossima vendemmia. A Roccalbegna sono caduti esattamente 100 mm di pioggia!

Bombe d'acqua sull'Irpinia: decine di interventi dei VV.FF.

Pubblicato su tusinatinitaly.it (vedi articolo originale)

I violenti temporali estivi che ieri pomeriggio si sono abbattuti sulla provincia hanno impegnato a lungo i vigili del fuoco di Avellino e delle cinque sedi distaccate con più di trenta interventi. I comuni più colpiti dalle bombe d'acqua sono stati Ariano Irpino, Montecalvo Irpino, Frigento, Gesualdo, e l'hinterland avellineseLe squadre dei distaccamenti di Grottaminarda, Bisaccia, Lioni e Ariano Irpino hanno lavorato ininterrottamente per liberare scantinati e locali invasi dalle acque piovane. 
La situazione più critica si è registrata sulla strada Statale 90 al Km. 36, tra i comuni di Casalbore e Ariano Irpino, dove lo straripamento di un torrente ha letteralmente allagato la carreggiata con diverse automobili rimaste impantanate. La squadra di Ariano Irpino ha prestato soccorso alle persone rimaste bloccate in auto mettendole in salvo e recuperando i veicoli bloccati. In quella zona, a Casalbore in contrada Pantano, vi è verificato anche il crollo di un muro di contenimento. I comuni limitrofi al capoluogo irpino sono stati anch'essi oggetto di brevi ma intensi temporali, come nel caso di Pratola Serra, in via Acquaviva, Colle del Noce, dove decine di villette del parco degli Ulivi sono state allagate.