La Rete Nazionale

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

delle comunità dei fiumi e dei corsi d'acqua

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Per la prevenzione e la gestione consapevole del territorio

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

La messa in sicurezza ed una protezione civile partecipata

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Il rispetto dei diritti delle comunità colpite

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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mercoledì 2 aprile 2014

Sala Baganza. 'L'alluvione dimenticata' conferenza stampa in Regione del 31 marzo 2014

Riceviamo e divulghiamo la lettera che Nicola Luberto, coordinatore del Comitato 11 Giugno ci ha inviato relativa all'incontro che il comitato ha avuto in Regione il 31 marzo scorso.
Come rappresentanti delle diverse realtà alluvionate ogni Comitato afferente la rete ha inviato il suo messaggio di solidarietà.
Segue lettera...

Un caro saluto a tutti Continuare a parlare della nostra “alluvione dimenticata” può sembrare un’eresia, ma aldilà di bieche speculazioni, interessi di parte, attacchi personali, la nostra coscienza civica ci impone di non mollare e proseguire nella battaglia per il rispetto e la dignità di cittadini e di alluvionati . Abbiamo sopperito all’incapacità dei nostri amministratori che, dopo quasi 3 anni dall’evento calamitoso, non sono riusciti a farsi ricevere dal presidente della Regione Errani. E' un duro lavoro quello che stiamo portando avanti, anche come promotori della rete nazionale dei popoli alluvionati, di semina, di informazione e di rivendicazioni per sperare di vivere in un paese migliore che metta al centro della propria iniziativa politica la tutela e la salvaguardia di un territorio devastato da eventi calamitosi sempre più frequenti. Grazie alla sensibilità di alcuni consiglieri regionali (Giovanni Favia, Gabriella Meo e altri) che, con la sensibilità giusta e ancora un'etica corretta, si sono resi disponibili a portare avanti la nostra causa e a fare qualcosa per noi nelle sedi che contano, presentando una Risoluzione e una Interrogazione urgente per mettere fine alla vergogna e alla insensibilità politica dimostrata verso il nostro territorio. Siamo stati nella “tana del lupo” a manifestare la profonda ingiustizia che si è creata nei confronti dell'alluvione del giugno 2011 di Sala Baganza, avendo di fatto creato alluvionati di serie A e di serie B. C’erano e ci sono tutti i presupposti per ottenere da parte del Governo il riconoscimento dello Stato di Calamità a patto che tutti e unitariamente, nelle sedi opportune, rivendichino con forza il diritto dei propri cittadini ad essere risarciti dai danni subiti e a battersi per vivere in un territorio sicuro come impone la nostra Costituzione “ai vivi dobbiamo rispetto, ai morti solo la verità” Vogliamo riprenderci il sogno di un mondo migliore.... 

Link video conferenza stampa in Regione del 31.03.14 https://www.youtube.com/watch?v=kir822tYspk

Nicola Luberto
Coordinatore del “COMITATO 11 GIUGNO”
Sala Baganza (Parma)
cell: 366 1869945
mail: comitatosala@gmail.com
pec: comitatosala@pec.it
web: http://www.facebook.com/Comitato11Giugno

mercoledì 26 marzo 2014

Il Comitato Alluvione Veneto AEC avverte: non si ripetano gli errori del passato. Tutto venga concordato con i rappresentanti degli alluvionati italiani.

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Alluvione Veneto Aec Italia, aderente alla rete MaiPiù, il seguente comunicato stampa.

ALLUVIONE CAMERA OK AIUTI ALLAGAMENTI 2014 IL COMITATO ALLUVIONE VENETO AEC ITALIA E MOVIMENTO MAI PIÙ AVVERTONO: NON SI RIPETANO GLI ERRORI DEL PASSATO TUTTO VENGA CONCORDATO CON NOI RAPPRESENTANTI DEGLI ALLUVIONATI ITALIANI.

Dopo il via libera della Camera dei Deputati agli aiuti per i recenti allagamenti di febbraio scorso annunciando lo stato di emergenza, che dovrà ora essere definito dal Commissario nazionale della Protezione Civile, il Comitato Alluvione Veneto Aec Italia - tra i fondatori del Movimento MaiPiù che raccoglie la maggior parte dei comitati italiani degli alluvionati e terremotati - avverte i danneggiati e le Autoritá competenti che sulle prossime mosse non lascerà nulla al caso, al fine anche di evitare errori che ormai ritualmente provocano disagi e problemi ai cittadini.
L'invito è quello di contattare l'Eurosportello per la tutela del cittadino via e-mail a eurosportello@aeceuropa.eu per definire la propria posizione, aderire al Comitato ed essere in tal modo assistiti e protetti da possibili mancanze già registrate con l'alluvione 2010 e per le quali è ora in atto una raccolta firme sulla petizione per chiedere l'annullamento della richiesta di restituzione contributi ritenuti dalla Regione in eccesso in base a prezziari e parametri che sono stati presentati DOPO aver concordato e concesso gli aiuti. Questo affinchè gli errori non si ripetano MAIPIÙ.

mercoledì 19 febbraio 2014

Post alluvione: troppi mancati risarcimenti, la Regione adegui i bandi

Pubblicato su Orvietosi (leggi articolo originale)
ORVIETO – Troppi mancati risarcimenti, la Regione adegui i bandi. Lo chiede il comitato 12 novembre relativamente al bando pubblico per le imprese alluvionate relativamente al quale sono troppe le risorse rimaste a disposizione. Segno ce qualcosa non va. Ecco la lettera aperta che il comitato 12 novembre ha scritto alla Presidente della Giunta regionale.
Non è frequente constatare che un bando pubblico redatto per l’erogazione di contributi non riesca a farlo che per la metà delle risorse disponibili.
 Normalmente siamo abituati esattamente al contrario: i fondi si esauriscono rapidamente in base alla priorità delle richieste pervenute o distribuiti su di queste con criteri percentuali .
 Non possiamo ragionevolmente che trarne una conclusione, e cioè che il dispositivo di assegnazione dei fondi riservati alle imprese vittime dell’alluvione del novembre 2012 è evidentemente errato.
 Non sono previsti rimborsi per le merci distrutte delle attività commerciali, per gli investimenti effettuati con operazioni di leasing o finanziamento, non sono conteggiabili le ore di lavoro dei dipendenti delle ditte alluvionate utilizzate per il ripristino del luogo di lavoro anzichè per la tipica attività aziendale, nè gli automezzi rottamati all’estero (operazione che in momenti di disperazione hanno consentito di recuperare almeno qualche centinaio di euro per autovetture o furgoni irrecuperabili, ma che paradossalmente costituiscono formalmente una vendita!), si riconoscono solo gli interventi già interamente pagati, limitando la possibilità di ripartenza solo alle Aziende più solide e strutturate.
Certo, per ognuno di questi aspetti è presente una norma,un vincolo, che ne giustifica l’effetto esclusivo. Più precisamente, per evitare interpretazioni elastiche o addirittura fraudolente delle normative, si sceglie la strada di sacrificare i diritti di chi ha reali necessità. Un processo che spesso viene applicato da una politica incapace di rispettare il Cittadino.
E’ proprio vero: spesso la cura è peggiore del male!
Ed ancora una volta il Cittadino è costretto a soccombere di fronte a normative che mancano completamente di efficacia quando sono applicate alle reali esigenze e necessità delle persone.
Chiediamo allora un impegno forte alla nostra politica. Chiediamo che ci si impegni con vigore e determinazione affinchè i fondi residui non assegnati vengano utilizzati per la copertura di tutte quelle esigenze che finora non hanno trovato il legittimo riconoscimento.
E’ giusto tentare, esattamente quanto sarebbe ingiusto arrendersi supinamente a normative cieche ed inefficaci.
Fabrizio Cortoni
per  Comitato “12 novembre 2012″

Alluvione in Emilia, contributi sospesi fino al 31/7

Pubblicato su Fiscopiù (leggi articolo originale)

Il quadro normativo

L’art. 3, comma 2 lettera a), D.L. 28 gennaio 2014 n. 4, ha disposto la sospensione fino al 31 luglio 2014 dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nei confronti delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che abbiano avuto, alla data del 17 gennaio 2014, la residenza o la sede operativa nei comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, Finale Emilia, Medolla e San Felice sul Panaro, della provincia di Modena, coinvolti dagli eventi alluvionali del 17 gennaio 2014 e già colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
Le disposizioni sono estese anche a favore dei contribuenti residenti o aventi sede operativa nei territori di San Matteo, Albereto, La Rocca e Navicello, frazioni della città di Modena, subordinatamente alla presentazione di apposita dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, verificata dall’autorità comunale.
 Datori, autonomi ed iscritti alla gestione separata I destinatari della sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali sono i soggetti dei Comuni sopra detti, rientranti nelle seguenti categorie: i datori di lavoro privati (anche datori di lavoro domestico, del settore agricolo, degli iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello Spettacolo ed al Fondo Pensioni Sportivi Professionisti, aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla Gestione Pubblica); i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli); gli iscritti alla gestione separata (committenti, liberi professionisti, etc.). Altro dato da sottolineare è che la sospensione dei termini di versamento può essere concessa solo aisoggetti regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali e con data di inizio di attività antecedente al 17 gennaio 2014 ed operanti nelle zone colpite dall’evento. Come attivarsi per accedere al beneficio Per poter usufruire della sospensione, i soggetti interessati dovranno produrre apposita domanda(allegato 2 della Circolare n. 26/2014) alla sede INPS competente. Per le aziende agricole assuntrici di manodopera e per i lavoratori autonomi agricoli dovrà essere trasmessa l’apposita istanza telematica presente nei servizi telematici per l’agricoltura a disposizione sul sito dell’Istituto. Si sottolinea che potrà essere presentata un’unica domanda anche qualora la stessa, in presenza dei rispettivi requisiti, inerisca diverse gestioni. Non sono previsti, infine, rimborsi di quanto eventualmente già versato.

INPS, Circolare 14 febbraio 2014, n. 26.pdf

Modena: il comitato chiama Errani e Aipo. "Vogliamo un tecnico in commissione"

Pubblicato su Modenaonline(leggi articolo originale)
MODENA - Prosegue l'attività del Comitato No Tax Area per la Bassa, su tutti i fronti. I rappresentanti del comitato hanno invitato i sindaci dei paesi colpiti dall'alluvione, il presidente della Regione Errani e il presidente di Aipo al prossimo incontro pubblico in programma giovedì 20 febbraio alle 20.30 a Bastiglia, al Borgo della Bastia. Non solo, ha anche chiesto di poter nominare un proprio tecnico nella commissione che dovrà valutare il lavoro fatto sugli argini dalla stessa Aipo.
Da settimane il comitato combatte per la concessione della no tax area e dello stato di calamità nei Comuni alluvionati. In quest'ottica ha inviato tutti i sindaci interessati, Errani e Aipo alla prossima assmblea. "È nostro intento - spiega il presidente Antonino Spica - incoraggiare un confronto pubblico tra i rappresentanti istituzionali e i cittadini, perché riteniamo che sia giunto il momento di dimostrare rispetto a un popolo onesto e lavoratore, che, anche in questi anni post terremoto, non si è mai sottratto ai propri doveri, seppure tra mille sacrifici. È giusto che chi ci rappresenta spieghi apertamente le ragioni per cui, a oggi, è contrario alla No Tax Area, e si confronti direttamente con le richieste e la voce di coloro che rappresenta".
E sui lavori della commissione di esperti chiamata a valutare il lavodo di Aipo: "Era un ente, fino a poche settimane fa, sconosciuto ai più - esordisce Elisabetta Aldrovandi, portavoce del Comitato - che per anni e anni è costato milioni di euro, e il cui còmpito consisterebbe nel garantire la manutenzione degli argini dei fiumi. Da quando si è verificata la tragedia annunciata dell'alluvione, in pochi giorni si è scoperto ciò che si sottaceva da anni: che tantissime persone avevano denunciato ad Aipo, nel corso degli anni, il pessimo stato in cui versano il Secchia e il Panaro, senza, nella maggior parte dei casi, ottenere neppure risposta; che buona parte del bilancio dell'ente è speso per pagare gli stipendi dei dirigenti e degli impiegati; che i tecnici che si sporcano le mani di fango e indossano gli stivaloni di gomma per ispezionare gli argini sono in numero ridotto rispetto al numero totale dei dipendenti; che Aipo possiede decine di immobili assegnati in uso a ex dipendenti o ai loro familiari. E, alla luce di tutto ciò - continua Aldrovandi - nella commissione di tecnici e professori nominati con il còmpito di valutare le ragioni della rottura dell'argine, compaiono due studiosi che, negli ultimi anno, hanno percepito da Aipo compensi per quasi 300.000 euro. E questa commissione, dopo un primo sopralluogo, ha già dichiarato che la rottura dell'argine è stato un evento accidentale, essendo comunque stato costruito bene. Noi cittadini, tenuto conto di tutto ciò che si è scoperto nelle ultime settimane, e della composizione della commissione, come possiamo essere garantiti circa la trasparenza e la neutralità di giudizio di questa squadra di tecnici, il cui giudizio potrebbe, tanto facilmente quanto inconsapevolmente, essere in qualche modo inquinato nel fondamentale presupposto della terzietà? La verità circa le cause sull'alluvione deve essere svelata. Non possono sussistere ombre di nessun genere in grado di appannare la libertà di giudizio di nessuno dei tecnici che la compongono. Come Comitato No Tax Area per la Bassa, chiediamo ufficialmente che, nella commissione, sia aggiunto un tecnico nominato dal Comitato stesso, che sia portavoce delle profonde esigenze di verità e giustizia, che devono sottendere a ogni passo e a ogni verifica diretta alla determinazione delle cause dell'alluvione, e alle conseguenti responsabilità. Nulla deve essere lasciato al caso, nessun spazio può essere lasciato al legittimo sospetto, poiché, in questa tragedia, c'è chi ha perso casa o lavoro, chi entrambi, e chi, lo dico sommessamente e con il massimo rispetto, addirittura la vita".

domenica 2 febbraio 2014

“Siamo vittime di malapolitica”, la lettera dagli alluvionati parmensi ai cugini modenesi

Pubblicato su Sulpanaro.net (leggi articolo originale)

“Cari amici, permettetemi di mandare a nome degli alluvionati parmensi, un abbraccio solidale ai nostri corregionali modenesi, vittime anche loro di una malapolitica che attraverso scelte scellerate, devasta il territorio, con la poca attenzione preventiva, cementificazione selvaggia e le svariate opere inutili, la logica conseguenza sono le ripetute alluvioni che rovinano e sconvolgono il vivere quotidiano di tanti cittadini che nell’arco di pochissimo tempo perdono tutto“.
Comincia così la lettera che del comitato degli alluvionati di Sala Baganza, cittadina del parmense che finì sott’acqua nel 2011 e che a oggi non ha visto un euro di risarcimento, manda ai modenesi che vivono in queste ore il loro stesso dramma.

sabato 1 febbraio 2014

Alluvione nella Bassa Modenese, pronti i nuovi moduli


Ieri sono stati diffusi gli aggiornamenti e ampliamenti relativi ai moduli per per i risarcimenti dei danni causati dall'alluvione che si è abbattuto sul territorio. Il modulo C, che si occupa della ricognizione dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, è stato in parte integrato per la stima relativa ai beni mobili e mobili registrati e delle giornate di sospensione dell’attività. Inoltre, è stato aggiunto il modulo D che fa riferimento alle aziende agricole e agroindustriali per la segnalazione e quantificazione del danno subito a cui si aggiunge una parte riepilogativa che dovrà essere compilata dalle amministrazioni comunali. Rimane invariata la scheda B che riguarda la ricognizione del fabbisogno per il ripristino del patrimonio di edilizia privata, dei beni mobili e dei beni mobili registrati, mentre la scheda A è relativa agli enti pubblici. Gli interessato potranno visionare tutte le disposizione presso il sito internet del Comune di Modena (www.comune.modena.it) e negli Urp della città.
La procedura è stata avviata dalla Regione per realizzare una tempestiva attività di ricognizione dei fabbisogni per gli interventi di ripristino e per i danni subiti dalle abitazioni e dalle imprese, oltre che dalle infrastrutture pubbliche. Le schede devono essere compilate entro venerdì 28 febbraio. È consigliabile predisporre anche una documentazione fotografica dei danni subiti. L'Urp di piazza Grande (piano terra del Palazzo comunale, a Modena, tel. 059 203.12) è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e, al lunedì, al martedì, al giovedì e al venerdì anche dalle 15 alle 18.30; al sabato dalle 9.30 -alle 12.30. L'Urp della circoscrizione 2 sotto il quale ricade Albareto è in via Nonantolana 685/S (tel. 059 2034150 - E-mail: crocetta@comune.modena.it) ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13, al lunedì e al giovedì anche dalle 14.30 alle 18.

domenica 5 gennaio 2014

Maltempo Liguria – Piogge torrenziali, torna l’incubo alluvione. La protezione civile: “allarme rosso”

Pubblicato su Periodico da Ily (leggi articolo originale)

Situazione critica in Liguria per le forti piogge che stanno colpendo le zone collinari delle province di Genova e Savona, dove in alcune località i parziali giornalieri hanno superato i 230mm di pioggia: i corsi d’acqua sono straripati in più punti provocando danni e disagi (soprattutto l’Entella a Chiavari, come possiamo osservare nelle foto).
Aurelia chiusa in due punti, nel tardo pomeriggio, a Ponte San Luigi, nel tratto che conduce in frazione Grimaldi, di Ventimiglia, dove e’ crollato un cipresso di sette metri, e a Santo Stefano al mare, dove sono caduti massi e fango. Nel primo caso, stanno operando vigili del fuoco e tecnici dell’Anas ed e’ atteso l’arrivo dell’autoscala dei pompieri da Sanremo per abbattere un secondo cipresso a rischio di crollo. La caduta di un altro albero ha comportato l’istituzione di un senso unico alternato sulla provinciale della Val Nervia, all’altezza di Pigna, nell’entroterra di Ventimiglia.
Il ponte della Maddalena che collega Lavagna a Chiavari e’ stato chiuso poiche’ il livello del fiume Entella e’ salito di un metro ed e’ a rischio esondazione”: lo ha detto il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza, comune del Tigullio, impegnato in una riunione per predisporre le misure di sicurezza. “Abbiano chiuso – ha detto inoltre il primo cittadino lavagnese – anche la pista ciclabile ed un sottopassaggio a rischio allagamento anche in considerazione del fatto che il livello di allerta fino a domani e’ salito al secondo grado. La situazione per il momento e’ sotto controllo”.
La Protezione Civile della Regione Liguria, in seguito all’aggravarsi delle condizioni meteo, ha proclamato l’allerta 2, massimo livello per la regione, fino alle 18 di domani nell’entroterra di Genova, nel Tigullio e nello Spezzino. Sul resto del territorio regionale resta l’allerta 1 A Borghetto Vara (La Spezia), con il nuovo livello di allerta, sono 40 le persone allontanate in via precauzionale dalle loro abitazioni e preoccupa il livello del fiume Magra che ha raggiunto il livello di guardia. Il fiume Entella e’ esondato nei pressi della foce, il ponte della Maddalena e’ stato chiuso al traffico. Monitorato anche il ponte ferroviario nei pressi della foce e il ponte principale di collegamento tra Chiavari e Lavagna. In val Petronio massima attenzione al torrente Petronio che ha superato il livello di guardia con conseguente chiusura del ponte che unisce Sestri Levante a Casarza Ligure. Il comune di Sestri ha fatto rimuovere le auto in alcune vie a  considerazione dell’evoluzione dei fenomeni meteorologici previsti a seguito della variazione delle valutazioni della Regione Liguria il bollettino di criticita’ idraulica e idrogeologica e’ stato aggiornato, indicando criticita’ rossa per la Liguria di Levante”. E’ quanto precisa una nota della Protezione civile, in riferimento all’avviso di condizioni meteorologiche avverse emesso oggi. ”E’ utile ricordare che le valutazioni di criticita’ idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio – spiega la nota – In particolare, la criticita’ rossa indica la possibilita’ di: estese frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango; possibili attivazione o riattivazione di fenomeni di instabilita’ dei versanti, anche profonde e di grandi dimensioni; possibile caduta massi. Ingenti ed estesi danni a edifici e centri abitati, infrastrutture, beni e servizi, sia prossimi sia distanti dai corsi d’acqua, o coinvolti da frane o da colate rapide. Grave pericolo per la pubblica incolumita”’. Il quadro meteorologico e delle criticita’ previste sull’Italia, ricorda la protezione civile, ”e’ aggiornato in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed e’ disponibile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it) insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticita’ specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuera’ a seguire l’evolversi della situazione”.

mercoledì 27 novembre 2013

Realacci: Rispetto per i morti è anche lavorare per evitarne altri

 Pubblicato su greenreport (leggi articolo originale)

La commissione Ambiente della Camera ha sentito oggi in audizione il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, in merito all’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi la Sardegna. Il prefetto ha introdotto dicendo che le questioni principali riguardanti la tragedia vissuta in Sardegna sono sostanzialmente tre: la prima è inerente il governo dissennato del territorio, che è stato violato tra abusivismi, condoni e tombamenti di corsi d’acqua. La seconda questione riguarda l’eccezionalità dell’evento: in 12-15 ore sono caduti 467 mm di pioggia quanti ne cadono in 6 mesi. La terza questione è invece attinente alle polemiche definite “becere” sul sistema di allerta della Protezione civile, con l’esercizio dello scarico di responsabilità o del “tutti colpevoli, nessuno colpevole”. Nell’occasione Gabrielli ha rispiegato come funzione il sistema di Protezione civile che come stabilito dalla riforma del titolo V della Costituzione è materia concorrente con responsabilità dello stato e degli enti locali. Nello specifico il Capo della Protezione civile ha ricordato la filiera di responsabilità del sistema di allerta e ha fatto riferimento alla direttiva del 2004 che non tutte le istituzioni locali stanno rispettando. «Considero criminale che si consenta l’abitabilità dei seminterrati, soprattutto in zone a rischio esondazione: questi sono i presupposti che ci portano a raccattare morti in giro per l’Italia», ha sottolineato Gabrielli che poi ha annunciato che la Protezione Civile renderà pubblici gli “avvisi di criticità”, ossia le allerta inviate ogni giorno alle Regioni.
Sul tema dei finanziamenti, Gabrielli ha sottolineato come molto spesso la mancanza di interventi per la messa in sicurezza del dissesto idrogeologico non sia un problema di risorse. «Ho verificato quanti miliardi sono stati imputati a progetti. Tra fondi comunitari, fondi ex Fas, fondi di coesione e fondi regionali sono 2 miliardi e mezzo, dei quali sono stati spesi 400 milioni – ha spiegato Gabrielli – inoltre dei 600 milioni del fondo Apq (Accordo di programma quadro sul dissesto idrogeologico), abbiamo visto che ci sono Regioni che hanno speso lo 0,1%, molto probabilmente il compenso al commissario che doveva fare qualcosa e non ha fatto». Il Capo della Protezione civile ha poi ricordato che, anche se l’Italia diventasse un paese virtuoso a partire da oggi, per la messa in sicurezza del territorio «occorreranno anni ed anni», sia per un problema di meccanismi di spesa sia per i tempi tecnici di progettazione e realizzazione delle opere. In sintonia con Gabrielli si è trovato il presidente della commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci: «Chiara e puntuale la relazione del Prefetto Gabrielli, sull’alluvione e le criticità idrogeologiche che hanno tragicamente colpito la Sardegna. Un dramma figlio sì di un evento climatico straordinario, ma anche della cattiva gestione del territorio, dell’abuso nel consumo di suolo, delle carenze di pianificazione e della mancanza di una diffusa cultura della protezione civile. Carenze che hanno scatenato polemiche poco fondate sul nostro sistema di previsione e allertamento, polemiche che rappresentano in realtà una foglia di fico delle inefficienze nazionali. Al di là del grave e noto fatto che varie Regioni, tra cui la Sardegna, non hanno Centri funzionali decentrati (Cfd) pienamente funzionanti, infatti, il nostro sistema di previsione e allertamento è efficiente ma non basta l’allerta: servono anche piani di emergenza da applicare sul territorio».
Realacci si è trovato d’accordo anche su alcuni passaggi “forti” della relazione del prefetto:  «D’accordo con Gabrielli: rispetto per i morti è anche lavorare per evitarne altri. Non è accettabile che ci siano persone che muoiono perché si trovano in macchina, o in un seminterrato, mentre è in corso un evento alluvionale. Per evitare di piangere altre vittime innocenti bisogna mettere in atto serie e coerenti politiche di prevenzione e messa in sicurezza del nostro fragile territorio. Necessario anche, come chiede una risoluzione di cui sono primo firmatario approvata all’unanimità da questa Commissione, stanziare già dalla Legge di Stabilità 500 milioni annui per la difesa del suolo e rivedere il Patto di Stabilità interno per consentire così agli Enti Locali che hanno risorse di investirle in interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e di contrasto al dissesto idrogeologico. Ma serve un passo ulteriore: come proposto dal prefetto Gabrielli serve un patto sociale tra istituzioni e cittadini sui temi della protezione civile».

martedì 26 novembre 2013

Alluvione ad Aulla, indagati sindaci e tecnici

Pubblicato su Il Tirreno (leggi articolo originale)

AULLA. La procura di Massa-Carrara ha indagato 13 persone, amministratori, dirigenti e tecnici comunali per l’alluvione che devastò la Lunigiana, e in particolare la zona di Aulla il 25 ottobre 2011. Ieri gli indagati sono stati tutti invitati a presentarsi presso le caserme dei carabinieri per ritirare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari loro carico. Si tratta dell'ex presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, attualmente commissario della stessa; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela; gli ex sindaci di Aulla, Lucio Barani (attualmente parlamentare di Forza Italia) e Roberto Simoncini (storico delfino di Barani); il dirigente comunale Franco Testa, che si occupava di urbanistica e lavori pubblici; l'ex dirigente comunale Giuseppe Lazzerini, ora direttore generale dell'Erp di Massa Carrara (l'ente delle case popolari); il dirigente comunale alla Protezione civile, Mauro Marcelli; l'ex vice sindaco e assessore all'urbanistica, Gildo Bertoncini; l'ex dirigente comunale all'urbanistica e ai lavori pubblici, Ivano Pepe (tra l'altro già indagato nell'inchiesta sui tre ponti che dovranno sostituire quelli crollati in Lunigiana); l'ex sindaco di Bagnone, il geologo Piero Pierini; l'ex assessore comunale alla Protezione civile, Giovanni Chiodetti.
Per loro le ipotesi di reato sono omicidio colposo e disastro colposo, visto che il mostro di acqua e fango che invase Aulla uccise due persone, devastando scuole,e case popolari, negozi e trascinando via centinaia di auto e mettendo a rischio la vita di decine e decine di persone. Una tragedia autentica, che ha cambiato (in peggio) la vita di centinaia di persone e che ha provocato una distruzione mai vista dopo la seconda guerra mondiale. Nel mirino della procura, in particolare, vi sono i permessi rilasciati per permettere di costruire anche nelle aree golenali del Magra; inoltre, è emerso che a collassare il 25 ottobre 2011 sarebbe stata la cassa di espansione della Chiesaccia di Villafranca: non sarebbe stata collaudata, eppure quel giorno era aperta. Aulla venne colpita dalla valanga d’acqua riversatasi nel Magra dal vascone e dai 300mila metri cubi di acqua piovuti in poche ore. Infine, il sistema di Protezione civile non avrebbe funzionato e il Comune avrebbe avuto un comportamento non all’altezza della situazione. Gianluca Uberti

Sardegna, dopo l’alluvione in arrivo prestiti a imprese e famiglie

Pubblicato su formiche.net (leggi articolo originale)

Dopo le inondazioni, in Sardegna si comincia a pensare alla ricostruzione. Approvato un piano per la concessione di prestiti agevolati a privati e imprese.

Il dramma è ancora vivo nelle menti di chi lo ha vissuto e per ora nulla potrà lenire il dolore. È necessario però risollevarsi e cominciare a ricostruire ciò che è stato distrutto, per permettere a chi è rimasto di continuare a vivere. A questo scopo bisogna innanzitutto stanziare dei fondi, sotto forma di prestiti con tassi agevolati per chi deve affrontare il difficile percorso della ricostruzione.

A questo serviranno i cento milioni di euro che Banco di Sardegna, Banca Sassari e Sardleasing hanno deciso di erogare per favorire la concessione di finanziamenti bancari a tassi agevolati sia per le imprese che per le famiglie colpite dall’alluvione del 18 novembre.


Il piano di intervento permetterà alle imprese potranno accedere a prestiti agevolati con tassi dimezzati rispetto a quelli applicati normalmente, dal 2,7% a un massimo del 4%. Inoltre gli imprenditori potranno chiedere la rinegoziazione di mutui già accesi e prestiti chirografari, per i quali l’unica garanzia richiesta è la firma del beneficiario, per far ripartire le attività.

I privati, invece, potranno richiedere prestiti agevolati fino a un massimo di 30mila euro. Il finanziamento erogato dovrà essere finalizzato alla ricostruzione o alla ristrutturazione delle abitazioni danneggiate dall’alluvione.

Inoltre, coloro che hanno un mutuo in corso potranno beneficiare della sospensione del pagamento della rata per un anno, a partire dalla prossima rata di dicembre.

Le attività di istruttoria, ossia di verifica della presenza delle condizioni necessarie ad ottenere la concessione del prestito, saranno, per decisione delle banche, meno severe e approfondite del consueto.

I tre istituti di credito coinvolti nel piano di aiuti alla Regione, inoltre, hanno previsto anche lo stanziamento di denaro a fondo perduto per sostenere la ricostruzione.

Infine, sia Banco di Sardegna che Banco di Sassari hanno provveduto ad aprire due conti correnti destinati a ricevere le donazioni offerte per aiutare le popolazioni colpite. Entrambi i conti correnti saranno esenti da costi di commissione.

Giuseppe Cuccurese, direttore della Banca di Sardegna, ha commentato: “Il sistema bancario sardo è presente. Se abbiamo aspettato qualche giorno in più a rendere note le nostre iniziative, è stato per la necessità di capire fino in fondo la portata del problema, mettere in piedi interventi alternativi a quelli pubblici ed evitare spot inutili”.

“Lascia senza parole che, a novembre 2013, muoiano 16 persone per una cosa del genere”, ha concluso Paolo Porcu, direttore generale della Banca di Sassari.

L’impegno delle banche sarde in favore della popolazione, però, non si ferma qui: si stanno infatti studiando ulteriori iniziative, in collaborazione con Sfirs e Confidi.

Si spera che anche altri istituti di credito seguano l’esempio delle banche sarde, come ad esempio Mediolanum, che ha già fatto sapere che provvederà allo stanziamento di un fondo di 500mila euro a favore delle famiglie che abbiano subito danni ingenti.

Inoltre le persone colpite potranno ottenere la sospensione mutuo e delle rate di prestiti per una tempistica pari a 12 mesi.

lunedì 25 novembre 2013

Alluvione del '66: Donati a Firenze 102 scatti inediti a colori

Pubblicato su Agipress (leggi articolo originale)

L'omaggio all'archivio storico del Comune di Joe Blaustein, professore dell'Università della California, casuale reporter di quell'evento tragico. Dal 28 novembre le immagini più belle in mostra alle Oblate
FIRENZE - Centodue scatti sull'alluvione di Firenze del 1966, fino ad oggi inediti, e a colori. Li ha donati alla città e in particolare all’Archivio storico del Comune di Firenze, Joe Blaustein, pittore, pubblicitario, fotografo, filmaker e professore all’Università della California Ucla, che nel novembre di 47 anni fa si trovò per caso in città. La cerimonia e la presentazione dell’evento si sono svolti a Palazzo Coppini, sede storica della Fondazione Romualdo Del Bianco – Life beyond turism, da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale della città. Erano presenti lo stesso Joe Blaustein, arrivato per l’occasione dagli Usa; Sergio Givone, assessore alla cultura del Comune; Carlo Francini responsabile dell’Ufficio Unesco del Comune; Luca Brogioni per l’Archivio storico e Simone Giometti, segretario generale della Fondazione Romualdo Del Bianco.
Joe Blaustein arrivò a Firenze il 3 novembre del 1966 con la moglie incinta. Era venuto in Italia con un gruppo di responsabili della General Electric della quale aveva curato l’immagine e la campagna pubblicitaria. La notte stessa dell’arrivo l’Arno ruppe gli argini. Joe Blaustein alloggiava in un albergo in Lungarno Archibuseri e, mentre assisteva impotente alla tragedia, con la sua macchina scattò immagini salienti dei momenti in cui l’acqua cresceva, travolgeva il Ponte Vecchio, si spandeva nelle strade. Quando le acque cominciarono a ritirarsi immortalò le devastazioni e la faticosa opera di ripulitura. L’alluvione è un momento certamente molto documentato, ma rarissime sono le foto a colori. L’Archivio storico e l’ufficio Unesco del Comune di Firenze hanno organizzato una mostra fotografica di oltre 40 delle sue più belle e significative fotografie, stampate su pannelli 50x50, che saranno esposti nella sala storica della Biblioteca delle Oblate. L’inaugurazione è prevista giovedì 28 novembre alle 12 (orario: lunedì 14-19; dal martedì al sabato 9-22. Ingresso libero). Questa manifestazione si inserisce nelle attività per il XXXI anniversario della dichiarazione del Centro Storico di Firenze Patrimonio Mondiale Unesco e ne inaugura il ciclo che si svolgerà per tutto il mese di dicembre.
Sul sito dell’Archivio storico del Comune di Firenze www.comune.fi.it/archiviostorico sono pubblicati il racconto originale di Joe Blaustein e una gallery di anteprima delle foto in mostra. “Siamo abituati - ha sottolineato l’assessore Givone - a vedere l’alluvione del ’66 in bianco e nero, dato che allora le pellicole a colori erano rare e molto costose. Grazie al regalo dell’artista Joe Blaustein, invece, Firenze può tornare a vedere a colori quei drammatici eventi”.

Agipress

martedì 5 novembre 2013

Anniversario alluvione Marina di Campo: aspettando i rimborsi.

Il giorno 7 novembre 2011 il territorio del comune di Campo nell'Elba fu colpito da un violentissimo temporale, in 3 ore scesero 285 millimetri di pioggia che provocarono diversi straripamenti di torrenti e fossi. Nelle frazioni di Cavoli, S.Piero e il capoluogo Marina di Campo ci furono quasi 300 aziende allagate, 438 veicoli danneggiati, 678 abitazioni private colpite. Crollò un ponte sulla provinciale per S.Piero, il lungomare e le spiagge di Marina di Campo e Cavoli vennero completamente stravolti nel loro aspetto fisico; a Marina di Campo ci furono 2 vittime e 4 feriti, oltre 105 nuclei familiari sfollati presso hotel o parenti.
Per i primi 3 giorni in certe zone mancò la corrente elettrica, l'acqua ristagnò nelle zone più depresse e molti abitanti furono riforniti di generi alimentari dalla Protezione Civile e dai volontari accorsi da tutta l'Elba. Una colonna di aiuti in partenza per dare il cambio a volontari elbani già partiti soccorrere la Lunigiana colpita il 25 ottobre venne dirottata su Marina di Campo.
La macchina degli aiuti immediati si mosse benissimo nelle prime due settimane, poi quando è cominciata la trafila burocratica per avere aiuti economici si ebbero le prime amare sorprese. A eccezione di un immediato aiuto della Camera di Commercio di Livorno che stanziò e distribuì circa 120.000 euro alle aziende molto tempo si è poi dovuto aspettare per avere effettivi aiuti economici. Lo stesso slittamento di 6 mesi dei pagamenti tributari venne affrontato con ambiguità, di fatto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della possibilità del rinvio delle tasse avvenne a scadenza ormai arrivata.
La palude della burocrazia in pratica si era sostituita al fango dell'alluvione.
Certificare i danni diventò un vero calvario fatto di carta di fotocopie e raccomandate a tutti gli Enti. Le automobili dei privati verranno risarcite dopo un anno e mezzo. Le aziende chiuderanno l'istruttoria il 30 novembre prossimo e forse vedranno i contributi arrivare nei primi mesi del 2014. Le famiglie stanno ancora aspettando un piccolo bonus alluvione deliberato dal Comune di Campo che ha stanziato un piccolo budget da sommarsi alle donazioni di privati pervenute alla Banca dell'Elba. Nessun Ente pubblico autorizzò sconti sulle proprie tasse palesi o nascoste a favore degli alluvionati. Arrivò subito la "tassa sui fossi" e chi acquistò un auto usata per sostituire l'auto perduta nell'alluvione dovette pagare la tassa provinciale di passaggio di proprietà, la famigerata Imu sarà applicata sugli immobili alluvionati, nessun aiuto era previsto per acquistare nuovi arredi ed elettrodomestici per le famiglie che avevano perso tutto in quel diluvio del 7 novembre. Nei primi momenti operò un altro comitato per gestire i casi delle famiglie più bisognose per il reperimento di mobili ed elettrodomestici usati o a prezzi contenuti e gestire alcune piccole somme di donazioni; poi tutto è rallentato.
I privati dichiareranno 50 milioni di danni subiti alle abitazioni, auto e aziende.
Un'attività artigianale e commerciale, un forno con annesso spaccio, rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione per oltre un anno e mezzo. Molti di quei 50 milioni di danni denunciati non sono contemplati come rimborsabili nei fondi stanziati, sono stati stanziati complessivamente circa 5 milioni di euro. Chi ha intonacato la casa con l'aiuto di amici non potrà vedersi rimborsati neppure i soldi spesi per cemento e vernici. Solo i lavori di ristrutturazione con fattura e rigorosa tracciabilità dei pagamenti sono ammessi a rimborso, questo di fatto esclude ogni lavoro svolto in economia sia di privati che di aziende. Poi si aprirà come ultimo capitolo quello dell'esibizione del Durc, il documento di regolarità contributiva, ma come può un'azienda alluvionata e in difficoltà economica rispettare tutte le date del pagamento delle tasse per due lunghissimi anni? La paura è che dei soldi stanziati potrebbero arrivarne a destinazione ancora meno, una tassa non pagata, un pagamento fatto in contanti entro i termini di legge dei mille euro, una voce in fattura contestabile tutto potrà contribuire a rendere vane le aspettative degli imprenditori colpiti dall'alluvione.
Queste problematiche le abbiamo discusse e confrontate con gli alluvionati della Lunigiana e di Albinia, sono intercorsi scambi di mail, telefonate e condivisioni sulle pagine facebook dei rispettivi comitati alluvione. Tre alluvioni ma sempre gli stessi problemi: siamo sicuri che questo sia il miglior modo di aiutare le famiglie e le imprese alluvionate? Aspettare un anno quando va bene e oltre 2 anni quando va male, è un tempo esageratamente lungo per chi deve affrontare anche la stretta creditizia delle banche a famiglie e aziende. Chi può fare credito a una coppia di pensionati di 80 anni che abbiano necessità di un prestito per risistemare la propria casa?
Il discorso sulla difficoltà di poter ottenere gli aiuti è lungo e articolato: certo bisogna scoraggiare i furbi, ma certamente il meccanismo dei rimborsi ha scoraggiato e umiliato gli onesti. Una giornalista ci ha rivolto una domanda: quale sarà l'azienda che riceverà il maggiore aiuto? Il nostro sospetto è che una delle aziende che beneficerà maggiormente degli aiuti sia Sviluppo Toscana, l'azienda incaricata dell'intricata istruttoria dei rimborsi alle aziende.
 
saluti
il Paolo Franceschetti - comitato7novembre2011
338 83 17 407

domenica 29 settembre 2013

Prima della pioggia

Pubblicato su democraziakmzero (leggi articolo originale)

di WILLIAM DOMENICHINI *
Pare che i tanti dati e studi su frane e alluvioni, compiute delle autorità competenti e che ogni anno vengono aggiornati, non producano prese di coscienza nella classe politica, ad eccezione di un penoso rimpallo di responsabilità e negligenze. Così alla Spezia, a quasi un anno dal drammatico 25 ottobre, si fomentano demagogie, populismi e nuove forme di interventismo celano pressapochismo ed aculturazione.

domenica 22 settembre 2013

Alluvione ad Acireale, si cerca un disperso

Pubblicato su LiveSiciliaCatania (leggi articolo originale)

ACIREALE - Le ricerche non si fermano, ma col passare delle ore si affievolisce la speranza. I sommozzatori questa mattina hanno trovato i bermuda e il cellulare di Giuseppe Castro, 53 anni,disperso da ieri sera, quando intorno alle 19 una pioggia violenta si è abbattuta ad Acireale. Il dipendente del Tribunale di Catania è stato travolto dalle correnti del fiume Lavinaio Platani nella frazione di Santa Maria delle Grazie.

lunedì 22 aprile 2013

Sabato al Civico la prima di "Fango". Per non dimenticare l'alluvione

Pubblicato su Città della Spezia (vedi articolo originale)
La Spezia - Informazione e vita vissuta. La tragedia e le sue possibili spiegazioni. “Fango”, che andrà in scena in prima nazionale sabato 27 aprile, alle ore 21, presso il Teatro Civico di La Spezia, nasce da un’idea di Bruno Vivaldi, entusiasticamente accolta dal regista Alain Ety.
Lo spettacolo è giocato su un doppio registro: quello del racconto “teatralizzato” di una ferita, non ancora rimarginata, inferta dall’acqua alla provincia spezzina; e quello dell’analisi scientifica, sotto la cui lente oggettiva l’alluvione del 25 ottobre 2011 appare non come un evento improvviso ed inaspettato, quanto piuttosto una tragedia preannunciata ed inascoltata nelle sue origini. Chiave di volta di “Fango” il fine divulgativo, che Bruno Vivaldi pone alla base del progetto. Durante lo spettacolo, in modo chiaro e fruibile, verranno formulate alcune ipotesi di carattere ecologico sulla genesi degli eventi alluvionali: alla base le profonde alterazioni dell’assetto vegetazionale del territorio, modificato dalla mano dell’uomo, che concorrono pesantemente alle variazioni microclimatiche tramite complessi meccanismi sinergici. Il teatro, nell’interpretazione registica di Alain Ety, trova la sua ragion d’essere nella rappresentazione quale momento di massima interazione tra la scena e la vita,cristallizzando gli accadimenti, analizzandone nella performance, e attraverso di essa, gli aspetti culturali e sociologici. L’inondazione che ha interessato lo Spezzino il 25 ottobre 2011 è la fotografia dell’attuale rapporto uomo – natura, in cui l’uomo non può e non riesce a prescindere dal progresso e le sue certezze, vere o supposte tali, nei quali vive.

venerdì 19 aprile 2013

Usa: alluvione a Chicago, strade chiuse e voli cancellati

Pubblicato su Adnkronos (vedi articolo originale)

Chicago, 18 apr. (Adnkronos) - Strade chiuse, voli cancellati e gravi danni agli edifici: e' il bilancio dei disastri provocati dall'alluvione che si e' abbattuta oggi a Chicago. Questa mattina, riporta il Chicago Tribune, a causa delle piogge sono stati chiusi temporaneamente alcuni tratti delle autostrade Edens, Eisenhower e Kennedy, mentre altri forti temporali si stavano spostando verso la parte centrale della citta'. In alcune zone l'acqua ha raggiunto addirittura i tetti delle macchine, e un uomo, che si presume fosse in stato di ebrezza, e' stato fermato dagli agenti perche' continuava a guidare l'auto nonostante fosse sommersa dall'acqua.

lunedì 15 aprile 2013

Rischio alluvione a Vicenza. In città blocco delle costruzioni

Pubblicato su Il Giornale di Vicenza (vedi articolo originale)

VICENZA. Rischio allagamenti, e quindi scatta una sorta di stop generico alle concessioni edilizie. Firmato “Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione”. Perché da dicembre è in vigore la nuova versione del Pai-piano per l'assetto idrogeologico, con le sue misure di salvaguardia. Dicono che via via che se ne rendono conto, i sindaci e i dirigenti dei Comuni sobbalzano, nel Vicentino come in tutto il Veneto. Qualcuno lo sapeva, e ritiene di essersi già parato le spalle, e qualcuno ancora non ne sa nulla. Molti lo stanno apprendendo in questi giorni, via via che nei municipi arriva una circolare della Regione che a dir la verità sembra far sprofondare ancora più nel buio gli amministratori. Insomma, sono tutti preoccupati soprattutto perché, stando a quanto scritto dalla Regione, esiste una montagna di aree che sono state colorate ocra sulle mappe del Piano: sono aree “di attenzione”, e la pessima novità per i sindaci è che in quelle zone «i Comuni non possono rilasciare, dopo l'entrata in vigore delle norme di attuazione, nuove concessioni, autorizzazioni, permessi di costruire o equivalenti senza che vi sia stata preventivamente valutata la specifica natura o tipologia del dissesto individuato dal Pai» e quindi la compatibilità con questi interventi. Morale: una frenata generale, tutta da capire nei suoi contorni. Di qui l'agitazione che si sta diffondendo in molti Comuni e che è giunta a bussare in Regione (vedi a lato).
Tutti i particolari nel Giornale in edicola.

Piero Erle

Rischio alluvione a Vicenza. In città blocco delle costruzioni

Pubblicato su Il Giornale di Vicenza (vedi articolo originale)

VICENZA. Rischio allagamenti, e quindi scatta una sorta di stop generico alle concessioni edilizie. Firmato “Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione”. Perché da dicembre è in vigore la nuova versione del Pai-piano per l'assetto idrogeologico, con le sue misure di salvaguardia. Dicono che via via che se ne rendono conto, i sindaci e i dirigenti dei Comuni sobbalzano, nel Vicentino come in tutto il Veneto. Qualcuno lo sapeva, e ritiene di essersi già parato le spalle, e qualcuno ancora non ne sa nulla. Molti lo stanno apprendendo in questi giorni, via via che nei municipi arriva una circolare della Regione che a dir la verità sembra far sprofondare ancora più nel buio gli amministratori. Insomma, sono tutti preoccupati soprattutto perché, stando a quanto scritto dalla Regione, esiste una montagna di aree che sono state colorate ocra sulle mappe del Piano: sono aree “di attenzione”, e la pessima novità per i sindaci è che in quelle zone «i Comuni non possono rilasciare, dopo l'entrata in vigore delle norme di attuazione, nuove concessioni, autorizzazioni, permessi di costruire o equivalenti senza che vi sia stata preventivamente valutata la specifica natura o tipologia del dissesto individuato dal Pai» e quindi la compatibilità con questi interventi. Morale: una frenata generale, tutta da capire nei suoi contorni. Di qui l'agitazione che si sta diffondendo in molti Comuni e che è giunta a bussare in Regione (vedi a lato).
Tutti i particolari nel Giornale in edicola.

Piero Erle

venerdì 12 aprile 2013

Una settimana fa l'alluvione a Buenos Aires: non dimentichiamoci delle vittime e diamo solidarietà concreta agli alluvionati

Pubblicato su Politicamentecorretto.com (vedi articolo originale)

Pubblichiamo l’appello che l’On. Fabio Porta ha fatto alle autorità italiane e al mondo politico e associativo affinchè intervengano per dare concreta solidarietà agli alluvionati di Buenos Aires.
Ad una settimana di distanza dalla tragica alluvione che ha colpito l’Argentina, e in particolare le città di Buenos Aires e La Plata, mi corre l’obbligo di rilanciare l’appello, già trasmesso all’indomani della tragedia alle nostre autorità diplomatiche e a tutta la società civile e politica in generale
Si tratta ancora una volta di una tragedia naturale aggravata e resa possibile dalle pesanti responsabilità dell’uomo, sempre più spesso incurante delle necessarie attenzioni e precauzioni che esige il territorio, soprattutto quello urbano”.
E così oggi l’Argentina, come il Brasile o l’Italia pochi mesi fa, assiste attonita ad una delle maggiori sciagure degli ultimi anni: oltre cinquanta morti un alcune delle città più ‘italiane’ al mondo, soprattutto La Plata, oggi in ginocchio a causa di quanto successo nel corso della notte tra martedì e mercoledì scorso”.
Al Ministero degli Esteri e alla nostra rete diplomatico-consolare in Argentina voglio sollecitare il massimo di attenzione e disponibilità verso la popolazione colpita dall’alluvione, come anche di attivare tutti i canali possibili per sollecitare la giusta e possibile solidarietà proveniente dall’Italia”.
Voglio infine esprimere il cordoglio mio personale e del gruppo parlamentare del Partito Democratico alle famiglie delle vittime e a tutta la comunità italiana e argentina di Buenos Aires, La Plata e di tutte le altre zone interessate dalla tragedia”.


Camera dei Deputati 
Palazzo Marini II 
P.zza San Claudio,166-00187 Roma

Tel. +39.06.6760.5801
Fax:   +39.06.6760.5832 
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